Intervento introduttivo del coordinatore naz.le CoSiPS in occasione del convegno tenutosi a Catania per celebrare la Giornata internazionale Sicurezza sul Lavoro
Benvenuti a questo appuntamento dedicato alla Giornata Internazionale della Salute e Sicurezza sul Lavoro, che ogni anno, il 28 aprile, ci richiama a una responsabilità collettiva: tutelare la Salute e Sicurezza ma, soprattutto, proteggere la vita e la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori.
Questa ricorrenza non è solo un momento simbolico.
È un impegno che nasce da lontano, riconosciuto anche dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro, che in questa stessa data celebra la Giornata mondiale per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali che purtroppo, anche nel nostro Paese, non accennano a diminuire.
Un richiamo forte, perché questi numeri – in Italia come nel resto del mondo – ci ricordano che la sicurezza non è mai acquisita una volta per tutte.
È un processo, un investimento, una cultura.
Oggi, con questo convegno, vogliamo fare un altro passo in più:
- mettere al centro la prevenzione,
- valorizzare il ruolo dei professionisti della salute e sicurezza,
- discutere criticità e prospettive,
- e, soprattutto, presentare e condividere strumenti concreti per migliorare la qualità del lavoro e delle organizzazioni.
Ringrazio fin da ora i relatori che ci accompagneranno con contributi di alto profilo tecnico e istituzionale.
La loro presenza testimonia quanto sia necessario un approccio multidisciplinare, capace di unire competenze mediche, giuridiche, organizzative e sociali.
Come moderatore, il mio compito sarà quello di guidare il confronto, valorizzare i diversi punti di vista e mantenere il filo conduttore che ci unisce: la convinzione che ogni infortunio evitato, ogni malattia professionale eliminata, rischio ridotto e ogni ambiente di lavoro più sano e sicuro rappresenti un progresso per l’intera comunità.
Vi invito quindi a vivere questa giornata non solo come un momento di formazione, ma come un’occasione per rinnovare un patto: la sicurezza non è un obbligo burocratico, ma un diritto fondamentale e un dovere etico verso le persone e verso il Paese.

