L’Area MMG di CoSiPS – Coordinamento Sindacale Professionisti della Sanità esprime una posizione critica ferma e determinata nei confronti del decreto di riforma della Medicina Generale presentato dal Governo.
Il provvedimento, così come formulato, snatura la funzione del medico di famiglia, indebolisce il rapporto fiduciario, introduce modelli organizzativi incompatibili con la presa in carico continuativa e rischia di compromettere la sostenibilità futura della stessa assistenza territoriale.
CoSiPS si associa a quanto già rappresentato da FIMMG, SNAMI e SMI, esprimendo la propria posizione e condividendo la necessità di una mobilitazione nazionale fino allo sciopero, qualora il testo in discussione non venga radicalmente modificato.
1. No al ruolo unico e al debito orario obbligatorio
Il decreto introduce un ruolo unico e un debito orario universale nelle Case di Comunità, misure che:
- cancellano la natura convenzionale del rapporto MMG–SSN;
- riducono l’autonomia professionale;
- trasformano il medico di famiglia in un sorata di “operatore orario” svincolato dalla continuità assistenziale;
- ignorano la realtà organizzativa degli studi periferici, che rappresentano il primo presidio di prossimità per tutti i cittadini, soprattutto nei piccoli comuni, nei quartieri popolari e nelle realtà sociali disagiate.
Come ricordato da FIMMG, il ruolo unico appare come uno strumento per “stravolgere il ruolo giuridico della convenzione”, mentre SNAMI ribadisce che “il rafforzamento del territorio non può essere costruito attraverso imposizioni orarie standardizzate”. SMI conferma la contrarietà della categoria al “debito orario obbligatorio nelle Case di Comunità”.
CoSiPS MMG si unisce a questa posizione: il ruolo unico va eliminato, il debito orario respinto.
2. Difesa del rapporto fiduciario e della libera scelta dell’assistito
Il medico di famiglia non è un erogatore di prestazioni “a sportello”, ma la sua funzione si fonda su:
- conoscenza longitudinale del paziente;
- presa in carico continuativa;
- responsabilità clinica e gestionale;
- prossimità territoriale reale, non burocratica.
Il decreto proposto tende invece a centralizzare l’assistenza nelle Case di Comunità, frammentando così la relazione medico–paziente e riducendo la stessa libertà di scelta dell’assistito;
Si introducono modelli organizzativi che confondono l’attività fiduciaria con l’attività oraria.
CoSiPS ribadisce che la prossimità non si costruisce con obblighi orari, come nella dipendenza, ma con investimenti negli studi medici, nel personale di supporto e nella diagnostica di primo livello.
3. No alla retribuzione per obiettivi come criterio prevalente
La retribuzione legata in modo prevalente agli obiettivi introduce logiche aziendalistiche che sono estranee alla convenzione e alla stessa logica di un sistema di Medicina Generale.
Tale indicazione non tiene assolutamente conto della complessità clinica e sociale dei pazienti e rischia di penalizzare i contesti più fragili, riducendo la qualità della presa in carico.
SMI ha espresso un “secco no” a questo modello, e CoSiPS condivide pienamente questa posizione.
4. Sì alla specializzazione in Medicina Generale e all’equipollenza
CoSiPS accoglie positivamente, pur con qualche perplessità, la proposta di istituire la Scuola di Specializzazione in Medicina Generale, richiesta storica della categoria, utile a rafforzare la qualità formativa e a valorizzare il percorso professionale dei medici di famiglia.
Fondamentale, al proposito, il riconoscimento dell’equipollenza per i medici già formati e con esperienza territoriale.
Una piattaforma rivendicativa chiara e non negoziabile
L’Area MMG di CoSiPS presenta la propria piattaforma rivendicativa, che sarà riportata in tutte le sedi istituzionali:
CoSiPS chiede:
- Ritiro del ruolo unico e conferma della natura convenzionale del rapporto MMG–SSN.
- Eliminazione del debito orario obbligatorio nelle Case di Comunità.
- Tutela del rapporto fiduciario e della libera scelta dell’assistito.
- Potenziamento degli studi medici territoriali, con finanziamento dei fattori produttivi (personale, diagnostica, tecnologie).
- No alla retribuzione per obiettivi come criterio prevalente.
- Sì alla specializzazione in Medicina Generale e all’equipollenza per i medici già formati.
- Valorizzazione della continuità assistenziale e della presa in carico della cronicità.
- Rispetto dell’autonomia professionale e della responsabilità clinica del medico di famiglia.
Pur riconoscendone la necessità, una riforma della Medicina Generale non può essere imposta per decreto e in assenza di preventiva consultazione di tutte le componenti sindacali della categoria.
Questa riforma, così com’è, non è accettabile neanche nei contenuti.
La categoria è unita e determinata a difendere la dignità del proprio lavoro e il diritto dei cittadini a un’assistenza territoriale efficace e realmente vicina alle persone.
Se il Governo non modificherà radicalmente il decreto, CoSiPS si unirà alle iniziative di protesta già annunciate da SNAMI, FIMMG e SMI, confermando che per la categoria è già stato proclamato lo stato di agitazione permanente, in previsione di manifestazioni nazionali e anche, se le proposte non verranno accettate, allo sciopero della Medicina Generale, sempre nel pieno rispetto delle regole stabilite e delle garanzie per tutti i cittadini.
Roma, 18 maggio 2026

