CoSiPS esprime forte preoccupazione condividendo le osservazioni da quanto emerge dall’indagine diffusa dal Sindacato Medici Italiani (SMI): il 77% dei Medici di Medicina Generale (MMG) dichiara di essere pronto a dimettersi dal Servizio Sanitario Nazionale qualora venisse approvata la proposta di legge Benigni sulla riforma della medicina generale
Si tratta di un dato che, pur provenendo da una consultazione aperta, ha un peso politico enorme e rappresenta un segnale inequivocabile del malessere profondo che attraversa la categoria. Secondo l’indagine, oltre mille medici hanno già partecipato, evidenziando:
- insoddisfazione verso l’attuale modello contrattuale (37,5%);
- richiesta di tutele reali e garanzie professionali;
- crescente attenzione verso modelli alternativi, inclusa la possibilità del rapporto di lavoro dipendente (43,1%).
La proposta di riforma Benigni, attualmente in discussione alla Camera, viene percepita dai MMG come una misura che rischia di aggravare ulteriormente carichi, responsabilità e incertezze, senza affrontare i nodi strutturali della medicina territoriale.
CoSiPS ritiene che il malcontento dei MMG non sia un episodio isolato, ma parte di una crisi più ampia che riguarda tutte le professioni sanitarie, accomunate da:
- carichi di lavoro insostenibili,
- burn out
- responsabilità crescenti,
- assenza di tutele di diritto adeguate (maternità, malattia, disabilità, ferie, aggiornamento professionale).
Riforme calate dall’alto senza confronto reale.
Il messaggio che arriva dai medici di famiglia è inequivocabile: una riforma dovrebbe rendere il lavoro sostenibile dignitoso e rispettoso della vita personale e professionale dei medici che si trovano a scegliere spesso tra professione e vita personale/familiare inaccettabile da ogni punto di vista umano, professionale, sociale e costituzionale
La scelta del Governo di procedere senza un dialogo strutturato con i professionisti rischia di produrre una frattura irreversibile tra istituzioni e operatori sanitari.
CoSiPS esprime piena solidarietà ai colleghi MMG e condivide la necessità di una riforma che:
- valorizzi il ruolo del medico di famiglia,
- garantisca sostenibilità e tutela del lavoro per la sicurezza dei professionisti e dei cittadini, la valorizzazione della professione e la qualità delle cure,
- introduca tutele analoghe a quelle già previste per altre aree del SSN e sancite dalla costituzione
- assicuri un modello organizzativo chiaro, stabile e non vessatorio.
Alla luce dei dati diffusi, CoSiPS ritiene legittima e comprensibile la disponibilità dei MMG a intraprendere azioni di protesta condivise , fino allo sciopero e alle dimissioni collettive, partecipando attivamente e sostenendole qualora il Governo ignorasse ancora una volta le richieste della categoria.
CoSiPS in pieno accordo con le altre sigle di categoria chiede al Governo e al Parlamento:
- di sospendere l’iter della riforma,
- di aprire un confronto reale con le rappresentanze professionali
- di costruire una medicina territoriale moderna, sostenibile e rispettosa del lavoro dei medici.
Ignorare questo segnale sarebbe un errore gravissimo.

