Siglato il 28 febbraio un preaccordo per la medicina convenzionata che riguarda tutte le convenzioni (Medicina Generale, Specialistica Ambulatoriale e Pediatria di Libera Scelta) con questo accordo sono stati solo definiti gli arretrati per le vacanze contrattuali e delle linee programmatiche per la Convenzione vera e propria il cui avvio avverrà nei prossimi giorni.
Di seguito le dichiarazioni dei sindacati
Fimmg, Intesa Sindacale, Smi, Snami
Si è appena concluso il previsto incontro tra sindacati della medicina generale e Sisac per il rinnovo dell’Acn, riguardante oltre 70.000 medici di medicina generale.
L’unità della categoria ha permesso di porre le basi per la sottoscrizione, nel breve, di un accordo che permetta il recupero degli arretrati, che la categoria aspetta da anni (circa 300 milioni di euro).
In presenza del recupero degli arretrati non sono stati previsti compiti aggiuntivi.
Di particolare rilievo la semplificazione e la velocizzazione dell’accesso alla professione per l’inserimento dei giovani colleghi.
Un obiettivo comune maggiore sicurezza per le guardie mediche e maggiori tutele per le colleghe in gravidanza.
Le organizzazioni sindacali ritengono improrogabile l’aumento complessivo delle borse di studio per il Corso di formazione specifica in medicina generale.
Stralciata la parte riguardante l’aumento del massimale e la medicina penitenziaria.
Demandati a successivi approfondimenti gli altri punti proposti dalla Sisac, tra l’altro l’emergenza territoriale.
Fimmg, Intesa Sindacale, Smi, Snami.
“Andremo a regime solo quando Stato e Regioni avranno firmato tutte le convenzioni- prosegue Magi- poi dovremmo aspettare l’approvazione del Mef. Per ora c’e’ soltanto un atto di indirizzo”. Il segretario generale del Sumai Assoprof, intanto, si dice “insoddisfatto” delle risorse messe a disposizione per la specialistica ambulatoriale da Stato e Regioni: “Quando tutto andra’ a regime- fa sapere- ci sara’ un incremento salariale del 4,23%, una cifra irrisoria dopo 10 anni di non rinnovo dei contratti. Eppure la nostra attivita’ e’ importante e riguarda temi ‘scottanti’ come le lista d’attesa e le file al Pronto soccorso…”.
Il sindacato Sumai Assoprof si aspettava dunque “qualcosa di piu’- aggiunge ancora Magi- e francamente pensavamo che ci fosse una maggiore attenzione nei nostri riguardi. Ne prendiamo atto. Speriamo solo che le Regioni, grazie alla devolution, possano mettere a disposizione qualche soldo in piu’ indipendentemente da quanto percepito dal fondo sanitario nazionale”.
Conclude infine Magi: “Voglio ricordare che noi lavoriamo nei consultori, nelle carceri, nei dipartimenti di salute mentale e nei poliambulatori; ci occupiamo inoltre di controllare che i cibi della filiera alimentare siano in regola e collaboriamo con i veterinari per quanto riguarda la sanita’ animale”.
Stiamo procedendo con estrema lentezza, ma almeno stiamo procedendo verso un traguardo che Sisac prevede raggiungibile entro una decina di giorni”. Il segretario Simpef puntualizza, peraltro, come la pre-intesa sottoscritta sia scarsa di sostanza. “Il pre-accordo contiene- prosegue Missaglia- l’impegno, che e’ poco piu’ di un auspicio, a concludere entro l’anno la contrattazione del triennio 2016-2018. Quindi, se tutto procede secondo previsione, firmeremo il nuovo Acn alla fine del 2018, risultando l’intesa di fatto gia’ formalmente scaduta all’atto della stipula. Viene espressa un’esortazione generica alle Regioni a realizzare interventi che prendano atto del piano nazionale cronicita’, con i pediatri solo marginalmente interessati, e del piano nazionale prevenzione vaccinale. Questo sembra l’unico spunto degno di nota per la nostra categoria professionale, poiche’ esprime la positiva ricerca di collaborazione con la pediatria di famiglia e l’asserto che siamo necessari al sistema. Il pre-accordo, inoltre, si propone di cercare soluzione ai problemi dell’accesso improprio al pronto soccorso e a quello delle liste d’attesa, entrambe questioni che riguardano purtroppo anche noi pediatri di famiglia e alla cui risoluzione ci impegneremo fin da subito a concorrere”.
Per quanto riguarda il nuovo regolamento del diritto di sciopero, in ottemperanza alla normativa di riferimento per i servizi essenziali, che rende di fatto inutilizzabile lo sciopero quale strumento di rivendicazione sindacale e di tutela nelle contrapposizioni ai tavoli contrattuali, Missaglia commenta: “praticamente, mai e’ stato utilizzato lo sciopero in quanto tale come mezzo rivendicativo da parte dei pediatri di famiglia, da sempre consci del disagio che si arrecherebbe ai piccoli assistiti e alle loro famiglie, gia’ in apprensione per la salute dei propri figlioli”. Mancano al documento, secondo il segretario Simpef, aspetti che il sindacato ha sempre considerato essenziali, peraltro gia’ affrontati nel corso delle trattative; ad esempio: l’adeguamento alle nuove esigenze assistenziali dovute alle variazioni demografiche della popolazione italiana, alle nuove tipologie di assistiti con profili assistenziali sempre piu’ evoluti, all’annoso problema dei reciproci rapporti tra ospedale e territorio, alla formazione dei professionisti medici che dovranno subentrare ai colleghi al termine della propria carriera.
(Wel/Dire)